domenica 19 novembre 2017

 
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I test York consentono l’identificazione ed il dosaggio di anticorpi di classe IgG diretti contro diversi antigeni alimentari ed eventualmente presenti nel siero del paziente.




Come funziona il test IgG YORK?

I test foodSCAN e drinkSCAN di YORK Scienza della Nutrizione rappresentano un’innovazione unica nel campo dei test sulle intolleranze alimentari. Da un punto di vista del metodo, i test York possono essere definiti come test immunoenzimatici basati sulla metodica ELISA (Enzime-Linked Immunosorbent Assay).

Tali test consentono l’identificazione ed il dosaggio di anticorpi di classe IgG diretti contro diversi antigeni alimentari eventualmente presenti nel siero del paziente. La metodica utilizzata prevede una procedura a più fasi e l’utilizzo di una piastra appositamente studiata e realizzata. Tale piastra è suddivisa in un certo numero di pozzetti, ciascuno dei quali si comporta come un compartimento a sé stante in quanto è isolato rispetto agli altri al fine di evitare false positività.

Nella fase di realizzazione della piastra, in ogni pozzetto, viene fissata una quantità standard di un solo antigene alimentare, diverso da pozzetto a pozzetto.

All’atto dell’esecuzione dell’esame vengono compiute le seguenti operazioni sequenziali

Il siero del paziente, proveniente da un prelievo capillare o venoso, opportunamente centrifugato e diluito, viene ripartito nei pozzetti della piastra.
In ciascun pozzetto, qualora il siero contenga IgG specifiche per l’antigene alimentare fissato nel pozzetto stesso, si realizza un legame tra l’anticorpo e l’antigene, e vengono così a formarsi dei complessi anticorpo - antigene adesi alla piastra, dato che l’antigene risulta fissato alle pareti del pozzetto. Nei pozzetti in cui vi sono antigeni alimentari verso i quali non vi sono anticorpi non si realizza, invece, alcun legame. Al fine di consentire la formazione dei legami ove ciò può accadere, la piastra, dopo l’aggiunta del siero, viene posta in incubazione ad una data temperatura per un periodo stabilito.

Al termine del tempo di incubazione si effettua un lavaggio dei pozzetti, che ha sostanzialmente lo scopo di rimuovere gli anticorpi che non si sono fissati alla piastra perché non hanno trovato il corrispondente antigene.

Dopo il lavaggio, in tutti i pozzetti viene aggiunta una quantità standard di una anticorpo monoclonale diretto contro la porzione FC (costante) delle IgG. Questo anticorpo, cioè, si lega a tutte le IgG del paziente eventualmente presenti sulla piastra, indipendentemente dalla loro specificità per i diversi antigeni. Tale anticorpo, inoltre, viene modificato in laboratorio e coniugato con un enzima. Nei pozzetti contenenti antigeni verso cui il paziente presenta allergia si formano, quindi, complessi anticorpo monoclonale - anticorpo IgG - antigene pozzetto, mentre nei restanti pozzetti, non essendovi complessi anticorpo IgG - antigene - pozzetto l’anticorpo monoclonale non si lega.

Anche in questo caso, al fine di consentire l’eventuale formazione del legame, la piastra viene posta in incubazione ad una data temperatura per un periodo stabilito. Al termine della fase di incubazione si esegue un secondo lavaggio finalizzato a rimuovere l’anticorpo monoclonale dai pozzetti in cui esso non si è fissato. Anche in questo caso, infatti, poiché la presenza dell’anticorpo è utilizzata per individuare una positività, la presenza dell’anticorpo stesso in pozzetti in cui la reazione non è avvenuta falserebbe i risultati.
In tutti i pozzetti viene aggiunto il substrato della reazione catalizzata dall’enzima fissato all’anticorpo monoclonale. Tale sostanza viene scissa dall’enzima assumendo una colorazione progressivamente più marcata in base alla concentrazione dell’enzima stesso. Pertanto, solo nei pozzetti in cui è avvenuta la reazione, ossia in quelli contenenti allergeni alimentari verso cui il paziente è allergico, vi è la presenza dell’enzima e quindi si sviluppa la reazione colorimetrica, indicando positività per quell’allergene.

Inoltre, poiché, come detto, il grado della reazione è proporzionale alla quantità di enzima presente, che dipende a sua volta dalla quantità di anticorpi IgG del paziente diretti verso quel dato antigene, è possibile una valutazione quantitativa, quindi un dosaggio, delle IgG presenti.

     
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