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Come funziona il test IgG foodSCAN?
I test foodSCAN di YORK Scienza della Nutrizione rappresentano
un’innovazione unica nel campo dei test sulle
intolleranze alimentari. Da un punto di vista del metodo,
i test York possono essere definiti come test immunoenzimatici
basati sulla metodica ELISA (Enzime-Linked Immunosorbent
Assay).
Tali test consentono l’identificazione ed il dosaggio
di anticorpi di classe IgG diretti contro 113
diversi antigeni alimentari ed eventualmente
presenti nel siero del paziente. La metodica utilizzata
prevede una procedura a più fasi e l’utilizzo
di una piastra appositamente studiata e realizzata.
Tale piastra è suddivisa in un certo numero di
pozzetti (42 o 113 in base alla tipologia di esame York),
ciascuno dei quali si comporta come un compartimento
a sé stante in quanto è isolato rispetto
agli altri al fine di evitare false positività.
Nella fase di realizzazione della piastra, in ogni pozzetto,
viene fissata una quantità standard di un solo
antigene alimentare, diverso da pozzetto a pozzetto.

All’atto dell’esecuzione dell’esame
vengono compiute le seguenti operazioni sequenziali
Il siero del paziente, proveniente da un prelievo capillare
o venoso, opportunamente centrifugato e diluito, viene
ripartito nei pozzetti della piastra.
In ciascun pozzetto, qualora il siero contenga IgG specifiche
per l’antigene alimentare fissato nel pozzetto
stesso, si realizza un legame tra l’anticorpo
e l’antigene, e vengono così a formarsi
dei complessi anticorpo - antigene adesi alla piastra,
dato che l’antigene risulta fissato alle pareti
del pozzetto. Nei pozzetti in cui vi sono antigeni alimentari
verso i quali non vi sono anticorpi non si realizza,
invece, alcun legame. Al fine di consentire la formazione
dei legami ove ciò può accadere, la piastra,
dopo l’aggiunta del siero, viene posta in incubazione
ad una data temperatura per un periodo stabilito.
Al termine del tempo di incubazione si effettua un lavaggio
dei pozzetti, che ha sostanzialmente lo scopo
di rimuovere gli anticorpi che non si sono fissati alla
piastra perché non hanno trovato il corrispondente
antigene.
Dopo il lavaggio, in tutti i pozzetti viene aggiunta
una quantità standard di una anticorpo monoclonale
diretto contro la porzione FC (costante) delle IgG.
Questo anticorpo, cioè, si lega a tutte le IgG
del paziente eventualmente presenti sulla piastra, indipendentemente
dalla loro specificità per i diversi antigeni.
Tale anticorpo, inoltre, viene modificato in laboratorio
e coniugato con un enzima. Nei pozzetti contenenti antigeni
verso cui il paziente presenta allergia si formano,
quindi, complessi anticorpo monoclonale - anticorpo
IgG - antigene pozzetto, mentre nei restanti pozzetti,
non essendovi complessi anticorpo IgG - antigene - pozzetto
l’anticorpo monoclonale non si lega.
Anche in questo caso, al fine di consentire l’eventuale
formazione del legame, la piastra viene posta in incubazione
ad una data temperatura per un periodo stabilito. Al
termine della fase di incubazione si esegue un
secondo lavaggio finalizzato a rimuovere l’anticorpo
monoclonale dai pozzetti in cui esso non si
è fissato. Anche in questo caso, infatti, poiché
la presenza dell’anticorpo è utilizzata
per individuare una positività, la presenza dell’anticorpo
stesso in pozzetti in cui la reazione non è avvenuta
falserebbe i risultati.
In tutti i pozzetti viene aggiunto il substrato
della reazione catalizzata dall’enzima fissato
all’anticorpo monoclonale. Tale sostanza
viene scissa dall’enzima assumendo una colorazione
progressivamente più marcata in base alla concentrazione
dell’enzima stesso. Pertanto, solo nei pozzetti
in cui è avvenuta la reazione, ossia in quelli
contenenti allergeni alimentari verso cui il paziente
è allergico, vi è la presenza dell’enzima
e quindi si sviluppa la reazione colorimetrica, indicando
positività per quell’allergene.
Inoltre, poiché, come detto, il grado della reazione
è proporzionale alla quantità di enzima
presente, che dipende a sua volta dalla quantità
di anticorpi IgG del paziente diretti verso quel dato
antigene, è possibile una valutazione quantitativa,
quindi un dosaggio, delle IgG presenti.
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